Test di Ober

Vediamo insieme cos'è il Test di Ober, come si esegue e cosa mi devo aspettare da questo test.

test di ober
4.8/5 - (17 votes)

Frank Ober nel 1935 pubblicava sul Journal of the American Medical Association un articolo dal titolo “Back Strain and Sciatica”. (1) In esso veniva affrontato il rapporto fra tensore della fascia lata e bendeletta ileotibiale (ITB) in relazione alla porzione inferiore della lombare e alla sciatalgia. Ober ideò un test che prese il suo nome per differenziare un dolore sciatalgico da un dolore originato dalla bendeletta ileotibiale. Nacque il Test di Ober che negli anni successivi venne revisionato con successive pubblicazioni per migliorarne la sensibilità. (2)


Come si esegue il test di Ober?

Secondo le pubblicazioni l’obiettivo del test è valutare la lunghezza del tensore della fascia lata e una tensione e/o accorciamento anomalo sulla bendeletta ileotibiale e fare una corretta diagnosi differenziale in relazione alle altre condizioni dolorose dell’arto inferiore.

Il test di Ober viene così descritto:

  1. Paziente posizionato in decubito laterale, con la spalla e il bacino perpendicolari al piano del lettino.
  2. La gamba sulla quale il paziente è disteso mantiene il ginocchio e l’anca flessi per appiattire la lordosi lombare e stabilizzare meglio il paziente.
  3. Se il paziente giace sul fianco sinistro, l’esaminatore appoggia la propria mano sinistra sull’anca in corrispondenza del gran trocantere dell’arto sopra (destro) per stabilizzarlo.
  4. La gamba destra ha il ginocchio flesso e l’esaminatore l’afferra immediatamente sotto il ginocchio con la mano destra; la gamba e la caviglia sono libere di distendersi all’indietro sotto il suo avambraccio e il suo gomito.
  5. L’esaminatore compie un’ampia abduzione della coscia destra e quindi, una volta abdotta, una leggera iperestensione; la parte inferiore della gamba resta flessa a 90°, mentre si fa attenzione a mantenere l’articolazione dell’anca in posizione neutra per quanto riguarda la rotazione.
  6. L’esaminatore fa scivolare la mano destra posteriormente lungo la gamba finché afferra la caviglia delicatamente, evitando la flessione e rotazione interna dell’anca.
  7. Si consente alla coscia di cadere verso il lettino lungo questo piano. (Avvertenza: Non avvicinare l’arto verso il basso). Se la bandelletta ileotibiale è accorciata, la gamba resterà̀ più̀ o meno stabilmente in abduzione. Se invece la coscia scende di almeno 10° oltre la linea orizzontale il test è negativo. Prestare attenzione a non ruotare internamente l’anca o a fletterla perché altrimenti la bendeletta perderebbe tensione e l’arto cadrebbe spontaneamente verso la linea mediana.
  8. Si ripete il test per l’altro lato.

Può essere eseguito anche il test di Ober modificato che è una variante introdotta da Kandell in cui il ginocchio della gamba da testare è totalmente esteso.

Esecuzione del Test di Ober

Cosa dice la letteratura scientifica?

Non c’è un accordo in letteratura su quale sia la posizione migliore del ginocchio per creare più tensione sulla bandelletta ileotibiale. (3) Anche se con il test di Ober modificato si raggiungono in media dai 5° ai 10° in più in adduzione, probabilmente perché nella versione originale il ginocchio flesso porta tensione anche nella zona del vasto laterale che crea un pretensionamento indiretto della ITB. (4)

Un altro parametro da tenere in considerazione è la flessione del ginocchio controlaterale a contatto con il lettino. Infatti, più la gamba è flessa più ci sarà una limitazione nell’escursione di movimento della gamba testata. È importante quindi valutare entrambe le gambe, nella medesima posizione per non alterare la riuscita del test. (5)


Valori diagnostici del test di Ober

Il test di Ober è risultato avere una buona affidabilità interoperatore, (4) (6) (7) anche se non ha una appurata validità nella valutazione delle lunghezze della bandelletta ileotibiale.  

Infatti, da una sperimentazione su cadavere è stata messa in discussione l’ipotesi che nel test di Ober sia la bendeletta ileotibiale a limitarne l’escursione in adduzione.

Gli autori hanno eseguito il test di Ober in quattro condizioni diverse:

  1. ad arto inferiore integro,
  2. con sezione totale della porzione intermedia della ITB,
  3. con sezione del medio e piccolo gluteo,
  4. con sezione della capsula articolare.

Non c’è stata una differenza significativa tra i preparati integri e quelli con la sezione della ITB, mentre c’è stato un cambiamento significativo nel momento in cui sono stati sezionati i muscoli medio/piccolo gluteo e la capsula articolare dell’anca. Questi risultati mettono in discussione il razionale alla base del test di Ober. (8)

Per anni il test di Ober è stato utilizzato per valutare la sindrome dolorosa della bendelatta ileotibiale (ITBS). Alla luce degli esperimenti di Willet la validità del test nella valutazione della sindrome dolorosa della bendeletta iletibiale deve essere messa in discussione, privilegiando altri test clinici con una miglior validità. (9)

Può essere utilizzato insieme ad altri test per valutare la funzionalità dell’articolazione dell’anca, ben sapendo che le strutture che si andranno a testare sono i muscoli piccolo e medio gluteo e la capsula articolare.