Esame obiettivo dell’anca
Vediamo insieme come padroneggiare l'esame obiettivo dell'anca.

Il dolore allâanca è comune negli adulti di tutte le etĂ e di tutti i livelli di attivitĂ . Spesso è localizzato in una delle tre aree: anteriore, laterale o posteriore. Ă indispensabile una storia clinica completa ed esaustiva, infatti unâanamnesi e un esame fisico mirati possono aiutare a differenziare le cause del dolore allâanca. Quando un paziente si presenta per la prima volta in clinica, è necessario documentare il disturbo principale, indagando la storia personale di eventuale displasia dellâanca, la data di insorgenza del problema, la presenza o assenza di trami, le attivitĂ sportive, gli infortuni, la storia familiare di problemi allâanca, la localizzazione e la qualitĂ del dolore, i fattori aggravanti e attenuanti, i sintomi meccanici e come il problema influenza la vita del paziente in quel momento. La localizzazione del dolore e le sue caratteristiche sono fondamentali per la storia clinica perchĂŠ spesso aiutano nel determinare la causa del problema. Per la vicinanza con altre strutture, si può indagare anche la storia ginecologica o urologica o eventuale chirurgia precedente in strutture non muscolo-scheletriche.
Dopo aver raccolto la storia del paziente ed escluso eventuali altre cause, si passa ad un esame fisico dettagliato. Lâesame fisico è guidato dallâanamnesi del paziente.
Ispezione
Lâosservazione del soggetto che presenta sintomi allâanca dovrebbe includere una valutazione posturale generale (sia statica che dinamica), lâandatura, la mobilitĂ nelle attivitĂ quotidiane sia dal piano antero-posteriore che laterale. Ă importante anche ricordare che la presenza di anomalie posturali o asimmetrie non sono necessariamente correlate a disfunzioni.
Lâesaminatore deve valutare la presenza di gonfiore o ecchimosi. Può essere necessario effettuare anche unâanalisi di eventuali discrepanze nella lunghezza degli arti.
Palpazione
La palpazione focale dellâanca è utile per individuare il punto di dolore (tender point). In genere di riscontra rigiditĂ alla palpazione in corrispondenza o in prossimitĂ delle inserzioni muscolari, con dolore esacerbato o con la contrazione isometrica contro resistenza, oppure con lo stiramento passivo del muscolo valutato.
MobilitĂ articolare
Lâampiezza del movimento (ROM) dellâanca può essere osservata anche senza una valutazione formale, ma con una valutazione delle attivitĂ quotidiane: camminare su superfici piane richiede solo 30-40° di flessione, salire-scendere le scale richiede 45-60° di flessione, sedersi su una sedia di altezza media richiede fino a 110° di flessione, indossare i calzini fino a 120° di flessione, unâabduzione di 20° e una rotazione esterna di 20°. Le limitazioni funzionali possono essere correlate a limitazioni del ROM, che può essere comunque misurato in modo specifico tramite lâutilizzo del goniometro.
Forza muscolare
La valutazione della forza muscolare dellâanca svolge un ruolo importante nellâesame clinico e sono necessarie misure di esito clinico che quantifichino la forza muscolare dellâanca. Una riduzione della forza muscolare sembra essere un riscontro costante negli atleti con patologie dellâanca e del cingolo pelvico.
Spesso viene utilizzato il test muscolare manuale che ha come vantaggio il fatto di non richiedere nessuna attrezzatura. Tuttavia presenta alcune limitazioni quando si testano pazienti con una forza superiore al grado 3 (in grado di sollevare un segmento corporeo contro la gravità ). Si è dimostrato che deficit di forza muscolari fino al 50% valutati con metodi di misurazione quantitativi (dinamometro) non potevano essere identificati con il test manuale.
Il dinamometro portatile è un metodo di misurazione quantitativa della forza che è dimostrato essere affidabile nella valutazione della forza dellâanca e può essere utilizzato singolarmente per ciascuna gamba, per ottenere una migliore rappresentazione della forza muscolare effettiva. Il test dinamometrico portatile che utilizza test di forza eccentrica ha generalmente mostrato valori di forza maggiori rispetto al test isometrici ma esiste unâelevata correlazione tra i due tipi di test (e di tipo di contrazione). Ciò significa che i test di forza eccentrica presumibilmente misurano lo stesso costrutto (forza massima volontaria) solo in condizioni diverse. Entrambi presentano vantaggi e svantaggi da considerare prima di fare una richiesta al paziente: il carico isometrico induce meno stress al sistema muscolo-scheletrico rispetto al carico eccentrico, da preferire quindi in caso in cui il test eccentrico non sia fattibile per le condizioni patologiche del paziente.
Come valori di riferimento si possono usare quelli normativi, che spesso però non esistono per diverse fasce di etĂ e di livelli di attivitĂ fisica, e quindi unâaltra possibilità è quella di utilizzare lâarto non interessato come controllo. In generale si suggerisce che un deficit di forza inferiore al 10% rispetto al controlaterale dovrebbe essere un traguardo clinico prima di tornare allâattivitĂ fisica o sportiva del paziente. Nel paziente sportivo si considerano anche âSport testâ per il ritorno allo sport.
Si può altresĂŹ usare il test isocinetico, che è un metodo sicuro, affidabile, considerato il gold standard per la valutazione della forza, del lavoro e della potenza nella catena cinetica aperta. Si ha unâelevata riproducibilitĂ del test quando il soggetto sottoposto al test è in posizione supina con lâasse del dinamometro allineato al grande trocantere del femore.
Test speciali funzionali
Test speciali per impingement femoro â acetabolare (FAI)
I tests si effettuano se si sospetta un impingement femoro â acetabolare ovvero, al colloquio, il paziente riferisce un dolore dipendente dallâattivitĂ , che è localizzato in sede inguinale, di tipo meccanico ed insidioso o scaturito da un piccolo trauma. Alla valutazione del ROM emerge dolore e limitazione in flessione e rotazione interna.
Il FADDIR e il FABER, se positivi, sono indicativi di patologia intra-articolare dellâanca.
Test speciali per impingement ischio-femorale (IFI)
Il conflitto ischio â femorale è il conflitto del muscolo quadrato femorale e del nervo tra il femore prossimale a livello del piccolo trocantere, e la tuberositĂ ischiatica. I pazienti con questo disturbo hanno unâinsorgenza graduale del dolore profondo ai glutei, che peggiora con lâattivitĂ che richiede un passo lungo o una falcata, come la corsa. I test che si consiglia di effettuare sono:
- Long Stride Walking Test (LSW): è il test piÚ specifico (84%) e sensibile (95%) per questa patologia.
Il Long Stride Walking test dovrebbe provocare un conflitto tra il piccolo trocantere e lâischio nella fase di terminal stance dellâanca nel cammino. Il test è considerato positivo se il dolore posteriore è riproducibile lateralmente allâischio durante lâestensione con passo lungo, mentre si allevia se effettuata con passo piĂš corto.
- Test per lâimpingement ischio-femorale (IFI test)
Il test viene eseguito con il paziente in decubito laterale sul lato non interessato. Lâesaminatore porta passivamente lâanca in estensione. Il test ha lo scopo di provocare un conflitto in estensione con lâanca in posizione neutra o addotta (ricreando il dolore posteriore laterale allâischio) e allevia il dolore da conflitto in estensione con lâanca in posizione abdotta.
Il Long Stride Walking test è piĂš accurato del test per lâimpingement ischio-femorale, ma lâutilizzo di entrambi garantisce una precisione maggiore.


Test speciali per lesioni del labbro acetabolare
In generale il dolore si sviluppa gradualmente e si manifesta di notte nella maggior parte dei casi; i pazienti lo descrivono come un dolore sordo e costante, ma può peggiorare con determinati movimenti come camminare, ruotare, stare seduti a lungo, correre, provocando un dolore acuto. Sintomi meno meccanici includono: scricchiolii, blocchi o incastri, o cedimenti. Per lâesame fisico si eseguiranno i seguenti test:
- Patrick/FABER test
- Resisted straight leg raise test
Il test si esegue chiedendo al paziente di flettere attivamente lâanca fino a circa 30° con il ginocchio in completa estensione. Lâesaminatore posiziona una mano appena sopra il ginocchio del paziente per contrastare la flessione. Il test è positivo per dolore o debolezza, che indicano una patologia dellâileo-psoas o cause intra-articolari come la lesione del labbro acetabolare.
Il paziente è in posizione supina con lâanca in posizione neutra di flessione/estensione e abduzione/adduzione, la gamba viene ruotata passivamente in posizione di completa rotazione interna e rotazione esterna. Il click riprodotto durante il test è indicativo di una lesione del labbro, mentre un aumento del ROM della rotazione esterna può indicare una lassitĂ del legamento ileo-femorale.
LâaffidabilitĂ inter-valutatore: ICC = 0,63, k = 0,62, lâaffidabilità è quindi buona ma non è stata riportata alcuna validitĂ diagnostica per questo test.
- Anterior apprehension test o hperextension-external rotation (HEER) test
Ă eseguito con il paziente in posizione supina ai piedi del lettino, con le gambe a penzoloni. Lâanca non interessata viene flessa verso il petto da parte del paziente, mentre lâanca ipsilaterale viene iperestesa e ruotata esternamente dallâesaminatore. Il test è positivo per riproduzione del dolore anteriore allâanca del paziente. Potrebbe verificarsi un dolore posteriore in caso di impingement posteriore. Il test ha una sensibilitĂ del 71% ed una specificitĂ dellâ85%.
- Log-roll test
Il paziente è in posizione supina con lâanca in posizione neutra di flessione/estensione e abduzione/adduzione, la gamba viene ruotata passivamente in posizione di completa rotazione interna e rotazione esterna. Il click riprodotto durante il test è indicativo di una lesione del labbro, mentre un aumento del ROM della rotazione esterna può indicare una lassitĂ del legamento ileo-femorale.
LâaffidabilitĂ inter-valutatore: ICC = 0,63, k = 0,62, lâaffidabilità è quindi buona ma non è stata riportata alcuna validitĂ diagnostica per questo test.


- Arlington test
Ă un esame dinamico per valutare lâintero labbro piuttosto che solo la sua sede antero-superiore. Il test è eseguito con il paziente supino sul lettino. Lâanca sintomatica è portata da una posizione neutra, o leggermente estesa, ad una posizione di flessione, abduzione e rotazione esterna e gradualmente poi portata in adduzione e intra-rotazione. Durante tutto lâarco di movimento, lâanca viene ârimbalzataâ con una leggera rotazione interna ed esterna. Con la parte inferiore della gamba e lâaltra mano che tiene la caviglia, lâesaminatore esegue infatti un movimento di ârimbalzoâ con una leggera rotazione interna ed esterna. Il test è positivo per riproduzione del sintomo del paziente.
Questo test è piÚ sensibile rispetto al FADDIR.
- Arlington test
Ă un esame dinamico per valutare lâintero labbro piuttosto che solo la sua sede antero-superiore. Il test è eseguito con il paziente supino sul lettino. Lâanca sintomatica è portata da una posizione neutra, o leggermente estesa, ad una posizione di flessione, abduzione e rotazione esterna e gradualmente poi portata in adduzione e intra-rotazione. Durante tutto lâarco di movimento, lâanca viene ârimbalzataâ con una leggera rotazione interna ed esterna. Con la parte inferiore della gamba e lâaltra mano che tiene la caviglia, lâesaminatore esegue infatti un movimento di ârimbalzoâ con una leggera rotazione interna ed esterna. Il test è positivo per riproduzione del sintomo del paziente.
Questo test è piÚ sensibile rispetto al FADDIR.
- Twist test:
Ă un esame in carico, simile al Thessaly test del ginocchio Thessaly Test – FisioScience per il menisco. Si chiede al paziente di stare in piedi con entrambe le ginocchia leggermente flesse, creando un movimento di âtergicristalloâ con le ginocchia, ruotando quindi efficacemente le anche internamente ed esternamente mantenendo i piedi ben piantati a terra. Successivamente, lo stesso movimento viene ripetuto solo sulla gamba interessata, mantenendo il piede controlaterale sollevato da terra con il supporto dellâesaminatore. Questa operazione viene ripetuta anche sul lato non interessato. Il test è considerato positivo per riproduzione dei sintomi del paziente sullâarto interessato. Questo test è piĂš specifico rispetto al FADDIR per la diagnosi di lesione del labbro acetabolare.


Test speciali per la sindrome latero-trocanterica (GTPS)
La sindrome latero-trocanterica è una causa comune di dolore laterale allâanca nellâadulto e si pensa che questa includa tre condizioni ben descritte, associate: lâanca a scatto esterna, la borsite trocanterica e la lesione del tendine o tendinopatia del piccolo/medio gluteo. Nella maggior parte dei casi la sindrome latero-trocanterica coinvolge il medio e piccolo gluteo e porta a tendinopatia dolorosa. Generalmente un paziente con questa sindrome, riferita a tendinopatia, accusa un dolore laterale allâanca o vicino al grande trocantere, dolore in carico in attivitĂ come camminare, salire le scale o correre; dolore laterale e tensione fino al ginocchio; dolore che aumenta in seguito a posizione seduta prolungata, abduzione resistita, posizione seduta a gambe accavallate o decubito laterale.
Il paziente può camminare con segno di Trendelenburg o avere i test di seguito positivi.
- Modified Trendelenburg test
Il paziente è istruito a restare sulla gamba sintomatica e alzare la gamba controlaterale per 30 secondi. Il test è positivo se la cresta iliaca scende al di sotto del lato in cui è in carico, mostrando una debolezza degli abduttori dâanca. Un risultato positivo ha una sensibilitĂ del 23-97% e una specificitĂ del 77-96% per tendinopatia glutea.
- Resisted external de-rotation test
Il test di derotazione esterna contro resistenza si effettua con il paziente supino sul lettino, lâanca viene flessa passivamente a 90° e ruotata internamente. Al paziente viene quindi chiesto di riportare la gamba sullo stesso asse del lettino (rotazione neutra), spingendo contro la mano, che oppone resistenza, del fisioterapista. Il risultato è positivo se il dolore viene riprodotto sullâanca laterale. Ă stato dimostrato che questo test ha una sensibilitĂ dellâ88% ed una specificitĂ del 97% per la tendinopatia glutea.


Test per la sindrome del piriforme o deep gluteal syndrome (DGS)
La sindrome del piriforme è caratterizzata da un entrapment del nervo ischiatico nello spazio gluteo profondo e può derivare da bande fibrose del muscolo piriforme o dal complesso gemelli â otturatore interno. Lâintrappolamento del nervo sciatico è solitamente associato a dolore in posizione seduta, quando si mantiene lâequilibrio, a causa della sua relazione con il muscolo piriforme.
- Test passivo del piriforme
Il paziente è in posizione seduta e si compie unâestensione di ginocchio adducendo passivamente la gamba, palpando contemporaneamente 1 cm lateralmente allâischio. Il test è positivo per provocazione del dolore del paziente.
- Test attivo del piriforme
Il paziente è in decubito contro-laterale, il terapista palpa il piriforme mentre il paziente attivamente abduce lâanca in rotazione esterna contro resistenza. La sensibilitĂ e specificità è rispettivamente del 91 e dellâ80% per i risultati endoscopici positivi, con lâuso combinato del test di allungamento da seduto e del test attivo.


Test speciali per lâanca a scatto
Per la valutazione dellâanca a scatto, seguire il link Anca a scatto nella sezione âEsame obiettivo e valutazioneâ.
Se viene eseguita la diagnostica per immagini, la radiografia antero-posteriore in piedi dellâanca e del bacino è di solito lo studio di imaging iniziale. La risonanza magnetica e lâecografia possono essere utili per la diagnosi a seconda dellâanamnesi e dellâesame fisico. Lâartro-RMN con o senza mezzo di contrasto è riservata alla valutazione accurata delle deformitĂ associate allâimpingemente e allâinstabilitĂ di anca e alla rilevazione delle lesioni intra-articolari che ne derivano.
In conclusione, lâesame obiettivo della persona con dolore allâanca è una sfida diagnostica che richiede un approccio chiaramente definito con un solido ragionamento clinico. Ă importante identificare la capacitĂ funzionale della persona in relazione agli aspetti delle funzioni e strutture corporee, delle limitazioni dellâattivitĂ e della restrizioni della partecipazione, al fine di ottimizzare e strutturare un programma riabilitativo personalizzato.
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