Test di Tinel: come si esegue e cosa serve?

Il test di tinel consiste nella compressione di un nervo per verificare la conduzione nervosa a livello distale. Vediamo in…

test di tinel
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Il Test di Tinel o Segno di Tinel è un test di provocazione neurologica (parestesia) nella distribuzione cutanea distale di un nervo periferico. Viene anche chiamato Hoffmann-Tinel Sign in quanto, storicamente, la prima pubblicazione scientifica su tale segno, in realtà, è per merito di Paul Hoffmann, fisiologo tedesco. Questo segno, quando presente, indica la compressione o rigenerazione delle fibre di un nervo periferico.

L’applicazione della Manovra di Tinel, trova particolare utilità tra le seguenti patologie

  • Sindrome del Tunnel Carpale
  • Sindrome del Tunnel Cubitale
  • Recupero post lesione di un nervo periferico
  • Intrappolamento del Nervo Radiale
  • Sindrome del Pronatore Rotondo
  • Sindrome del Tunnel Carpale
  • Sindrome del tunnel tarsale
  • Neuropatia Mediale Plantare
  • Neuropatia Peroneale Superficiale
  • Sindrome dello Stretto Toracico
  • Radicolopatia Cervicale
  • Polineuropatie Periferiche
  • Traumi al Plesso Cervicale
  • Intrappolamento del Nervo Cutaneo Laterale del Femore
  • Neuroma Traumatico Prepatellare
  • Pollice del Giocatore di Bocce (Bowler’s Thumb)

Test di Tinel: cos’è e a cosa serve?

Il Test di Tinel o segno di Hoffmann-Tinel o in inglese Tinel’s Sign è comunemente usato nella pratica clinica moderna nei sospetti casi di neuropatie da intrappolamento, come quelle citate in precedenza. Non è altro che un test clinico provocativo per i nervi periferici, che se positivo, genera sintomi neurologici come la parestesia nella distribuzione cutanea distale del nervo esaminato .

Inizialmente, in realtà, nel 1915 era nato con il solo scopo di testare la rigenerazione di un nervo lesionato, sottoposto a sutura, per cui, la presenza di parestesie durante la stimolazione, indicava il miglioramento. Più recentemente, invece, è stato studiato come test clinico-diagnostico per le patologie correlate ai nervi periferici, trovandone grossi limiti se considerato da solo e con bassi valori diagnostici, ma ottimamente inserito come test provocativo all’interno di un cluster con altri test.

Infatti, il Segno di Tinel è descritto come una delle principali manovre provocative per la Sindrome del Tunnel Carpale (Carpal Tunnel Syndrome – CTS). Risulta importante conoscerla, perché un clinico, è molto probabile che prima o poi, si trovi davanti a questa sindrome, essendo la più comune neuropatia compressiva nell’arto superiore che affligge circa il 6-10% degli adulti, con una prevalenza che aumenta, all’aumentare dell’età. Sappiamo, intanto, che la diagnosi della CTS è soprattutto clinica, trovando conferma nelle recenti linee guida, in cui tra le raccomandazioni per la diagnosi, troviamo alcuni test per il tunnel carpale quali: Semmes-Weinstein monofilament testing (SWMT), 2-point discrimination test, Katz hand diagram, Carpal Compression test, Tinel sign e Phalen Test (o Manovra di Phalen).

Test di Tinel: come si esegue?

Il test di Tinel si esegue innanzitutto istruendo il paziente sul rispondere “si” o “no”, ad una domanda simile a: “Senti formicolio o qualche sensazione elettrica che irradia oltre al punto che colpisco?”.

Si considera assente il Segno di Tinel se il paziente risponde no, o è incerto dopo aver ripetuto la percussione .

Dal punto di vista pratico, anche se non esiste un reale standard applicato da tutti, la maggior parte degli studi riportano che esso si esegue applicando 4 leggeri colpetti con le dita sul nervo nel suo punto più esposto, oppure colpendolo con un’estremità di una matita, o con il dito medio, o con un martelletto neurologico(quest’ultimo con due varianti, una in cui viene lasciato cadere 4-6 volte da un’altezza di circa 15cm, un’altra in cui viene spinto con una forza medio-moderata), l’uso specifico di un martelletto Queen Square potrebbe aumentare la sensibilità.

Clinicamente, viene anche consigliato di picchiettare con stimoli tali da non far vibrare il braccio e da limitare la percussione ad una piccola area, per una valutazione più accurata.

In particolare, il punto di applicazione dello stimolo per il Test di Tinel nella sindrome del Tunnel Carpale è in corrispondenza della piega del polso tra i tendini del Flessore Radiale del Carpo e il Palmare Lungo.

Test di Tinel: criteri di positività

La maggior parte dei pazienti, sottoposti al test, descrivono la sensazione come ci fossero spilli e aghi. Questo ovviamente indica un’intensa parestesia, simile alla normale sensazione provata quando un arto si addormenta. 

Il test di Hoffmann-Tinel è utilizzato per valutare la compressione locale del nervo, risultando positivo quando i soggetti riportano formicolio e scosse elettriche provocate toccando il nervo e irradiandosi distalmente lungo il decorso dei suoi rami.

Conclusioni

In conclusione, il Test di Tinel risulta essere un test provocativo, da usare soprattutto come strumento di rivalutazione. Dati però i bassi valori medi di sensibilità, è da escludere che si possa usare da solo come test di screening per la maggior parte della patologie nervose da compressione, cosa invece opposta per la specificità, che viene riportata nella maggior parte degli studi sopra il 90%, con anche buoni valori di predittività positiva nella Sindrome del Tunnel Carpale.

Vista la molta variabilità dell’esecuzione della tecnica e la difficoltà anche nell’applicare sempre lo stesso tipo di stimolo, i valori dell’affidabilità intra/inter esaminatore sono mediamente bassi nella maggior parte degli studi. 

Sono anche scarsi i valori del rapporto di verosimiglianza (+LR 0.98-1.4; -LR 0.78-1.0), indicando che dal punto di vista clinico, i risultati positivi o negativi del test non cambieranno molto la probabilità post-test di avere o meno la condizione esaminata (in questo caso la Sindrome del Tunnel Carpale).

Nella stessa patologia, però, nelle più recenti linee guida, viene indicato come test consigliato all’interno di una batteria di test (Phalen Test ed esami elettrodiagnostici), portando la probabilità di avere la malattia al 99% nel caso in cui tutti e 3 siano positivi.

Per quanto riguarda il gomito, inoltre, viene posto tra i test altamente raccomandati nelle neuropatie, raggiungendo punteggi ottimi di verosimiglianza (+LR 27.65; -LR 0.59), aiutando il clinico nell’aumentare la probabilità che la patologia sia presente nei soggetti risultati positivi al test.

Agli arti inferiori, infine, i risultati dei valori psicometrici sono contrastanti, dove quelli a favore definiscono il Test di Tinel uno strumento valido per identificare gli intrappolamenti del nervo tibiale; mentre, all’opposto, gli studi in cui risultano molto basse sensibilità e specificità per diagnosticare un intrappolamento nervoso a livello degli arti inferiori, consigliano soprattutto di non usarlo come test per identificare i soggetti da sottoporre a chirurgia decompressiva nella neuropatia diabetica.

Quindi, come test provocativo, non dovrà essere usato in maniera isolata, ma entrare a far parte di una serie di test e di una completa anamnesi che consentano di sviluppare un corretto ragionamento clinico.

In futuro saranno utili ulteriori studi per valutarne l’accuratezza e l’utilità clinica nelle diverse patologie dei nervi periferici.