Canadian Occupational Performance Measure (COPM)

il COPM misura le attività problematiche identificate dal paziente con disturbi neurologici, dolore cronico e per le malattie reumatiche.

Canadian Occupational Performance Measure
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Il Canadian Occupational Performance Measure (COPM), ideato nel 1990 dalla Canadian Association of Occupational Therapists (1), è un questionario progettato per valutare gli outcome dei pazienti nell’ambito della cura di sé, della produttività e del tempo libero; inoltre è uno strumento utile per definire gli obiettivi dell’intervento riabilitativo.

Si tratta di un’intervista semi-strutturata che ha lo scopo di aiutare i pazienti ad identificare, valutare e a dare una priorità ai problemi di tipo occupazionale che vengono da loro riscontrati nella vita di tutti i giorni e mira a valutare il cambiamento di questi problemi nel tempo.

Oggi, il COPM, viene utilizzato in oltre 40 paesi ed è stato tradotto in più di 35 lingue. Il questionario è giunto alla sua quinta edizione; il suo manuale non è in libero accesso ed è protetto da copyright (la Canadian Association of Occupational Therapists ne detiene le proprietà intellettuali). La versione italiana è stata validata da Spadaro e colleghi (2) nel 2010, prendendo come riferimento la terza edizione del questionario.

Il COPM è una misura affidabile e validata per una vasta eterogeneità di patologie: viene infatti utilizzata per pazienti sia pediatrici che adulti con disturbi neurologici (come stroke, traumi e paralisi cerebrali), viene inoltre utilizzata per problemi di dolore cronico e per le malattie reumatiche (osteoartrite, artrite reumatoide, spondiliti anchilosanti).

Inizialmente il questionario era stato progettato per essere utilizzato dai terapisti occupazionali (1) ma nel corso degli anni sono stati condotti studi che dimostrano come anche altre figure professionali, tra i quali fisioterapisti e infermieri, hanno le competenze per poterlo somministrare (3).


Descrizione della scala

Il COPM si basa sulla convinzione che ogni individuo sia parte fondamentale del processo terapeutico. Pertanto questo modello descrive il livello di performance occupazionale come un equilibrio tra le prestazioni in tre aree: la cura di sé, la produttività ed il tempo libero. Quindi, utilizzando un’intervista semi-strutturata, il COPM misura le attività problematiche identificate dal paziente all’interno delle tre aree qui sopra citate.

Si ottengono così due punteggi, uno per la prestazione (COPM-P) ed uno per la soddisfazione relativa alla prestazione stessa (COPM-S).

Più nello specifico il questionario si compone dei seguenti passaggi:

  • Identificare i problemi di performance occupazionale: Ai pazienti verrà chiesto di elencare tutte le attività quotidiane (relative alla cura di sé, alla produttività e al tempo libero) che egli ha bisogno di fare, desiderebbe fare, o ci si aspetta che faccia, immaginandosi una giornata tipica;
  • Determinazione dell’importanza: I pazienti dovranno attribuire un punteggio di importanza da 1 a 10 per ognuna delle attività precedentemente elencate;
  • Valutazione bilancio iniziale: Basandosi sull’importanza che il paziente ha dato alle attività, i cinque problemi più urgenti verranno selezionati. Quindi verrà chiesto al paziente di dare un punteggio alla sua abilità di eseguire queste attività (COPM-P) ed un punteggio per la sua soddisfazione nell’eseguire queste stesse attività (COPM-S) utilizzando una scala di valori che va da 1 (valore minimo) a 10 (valore massimo). Al termine di questa fase il terapista è in grado di individuare gli obiettivi del trattamento riabilitativo.
  • Valutazione bilancio successivo: al termine del ciclo di riabilitazione al paziente verrà somministrato nuovamente il questionario così da poter verificare se sono stati raggiunti gli obiettivi di performance e soddisfazione. (1) (2)

Nei casi in cui un paziente non è in grado di identificare le aree problematiche (ad es. un bambino piccolo o un individuo con demenza), un caregiver può rispondere al questionario (1).


Valori psicometrici

La versione italiana del COPM ha mostrato valori psicometrici sovrapponibili a quelli della versione canadese. (2)

In generale il questionario viene definito come facile da somministrare, in grado di identificare i problemi quotidiani del paziente ed inoltre richiede un tempo accettabile per la somministrazione (tra i 15 ed i 45 minuti). Ne consegue che i valori di utilità clinica (“clinical utility”), di validità del contenuto (“content validity”) e di fattibilità (“feasibility”) sono soddisfacenti. (1) (2) (3)

Il COPM ha un’adeguata validità di costrutto (“construct validity”) in quanto tutte le ipotesi analizzate negli studi vengono confermate. (2) (3) Adeguate sembrano essere anche la reattività (“responsiveness”), intesa come la capacità di determinare i cambiamenti nel tempo delle misure del costrutto (1) (2) (3), la consistenza interna (“internal consistency”), valutata con il coefficiente alpha di Cronbach’s (COPM-P = 0.774; COPM-S = 0.79) (3) e l’affidabilità (“reliability”) dove il test-retest ha mostrato un buon livello dei coefficenti di correlazione interclasse (ICC) (3)

Infine per quel che riguarda l’interpretabilità (“interpretability”), ovvero il grado in cui si può assegnare un significato qualitativo alle variazioni dei punteggi quantitativi di uno strumento, risulta difficile assegnare un valore preciso in quanto il COPM può essere somministrato a pazienti con diversi quadri patologici. Comunque lo studio di Tuntland e collaboratori (3) suggerisce un valore MIC di 3.0 punti per il COPM-P e di 3.2 punti per il COPM-S.


Interpretazione dei risultati

La versione italiana tradotta da Spadaro e colleghi (2), come detto in precedenza, prende come riferimento la terza edizione del manuale COPM.

Secondo tale versione lo score finale relativo alla performance e alla soddisfazione viene calcolato come segue:

  • Il paziente valuta l’importanza dei problemi occupazionali con una scala che va da 1 a 10 (1 = per niente importante; 10 = estremamente importante);
  • Le 5 attività più importanti sono valutate in base alla prestazioni (scala che va da 1 a 10 dove 1 = non in grado di farlo) e alla soddisfazione per le prestazioni stesse (scala che va da 1 a 10 dove 1 = per niente soddisfatto) chiedendo al paziente di valutare il modo in cui lui svolge questa attività ora e quanto è soddisfatto di quella sua prestazione.
  • I punteggi totali di performance e soddisfazione sono calcolati dividendo la somma dei punteggi per il numero di problemi, ottenendo così due final score: uno per la performance ed uno per la soddisfazione.

Il cambiamento nelle prestazioni e nella soddisfazione può quindi essere misurato rivalutando i problemi prioritari dopo un periodo di tempo concordato.

Secondo il manuale della terza edizione (2) un cambiamento di 2 punti o più è considerato una differenza clinicamente importante ma abbiamo già visto come uno studio più recente (3) suggerisce un valore MIC che si aggira tra i 3.0 e 3.2 punti.

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