Corsi ECM Infermieri

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I corsi ECM per infermieri sono indispensabili per la figura professionale dell’infermiere, ormai sempre più importante nei contesti ospedalieri poichè si prende cura delle necessità e dei bisogni del paziente, oltre ad essere la prima figura di accesso del paziente in caso di bisogno.

Proprio per questo è necessario che l’infermiere riconosca il suo ruolo nella cura del paziente e tenga costantemente aggiornato il suo profilo di Educazione Continua in Medicina attraverso il conseguimento di crediti ECM, da corsi riconosciuti dall’AGENAS.

Uno degli ambiti della medicina che è studiato in modo consistente negli ultimi anni è quello degli effetti placebo e nocebo, che riguarda costantemente la professione dell’infermiere, visto che è la figura maggiormente a contatto con il paziente, e ciò permette di mettersi in forte relazione con esso. L’alleanza terapeutica assume quindi un ruolo fondamentale e l’incontro del professionista con le aspettative del paziente oppure lo scontro con le stesse, possono veicolare nella persona dei potenti effetti placebo o nocebo. Ma cerchiamo di chiarire meglio di cosa stiamo parlando.

Le aspettative e le credenze del paziente sono di primaria importanza in un contesto di dolore o patologia, e l’atteggiamento di rassicurazione dell’infermiere può essere esso stesso un potente farmaco nel placare il dolore. Sappiamo bene quanto le parole attivino le stesse vie dei farmaci, o sarebbe meglio dire il contrario, che i farmaci attivano le stesse vie ipoalgesiche delle parole. Parole di rassicurazione possono stimolare le produzione di oppiodi endogeni come endorfine ed encefaline, che riducono la percezione del dolore del paziente, modulandolo. Ecco che la figura dell’infermiere inserita nel contesto terapeutico appare ancor di più di rilievo, poichè è la prima a rassicurare il paziente prima ancora dell’arrivo del medico ed è la figura preposta alla somministrazione dei farmaci.

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Anche su questo tema è importante capire quanto l’infermiere debba essere al corrente di quanto il rituale che si compone nella somministrazione di un farmaco possa amplificare o ridurre l’effetto del farmaco stesso. Se la somministrazione avviene accompagnata da parole di rassicurazione e di rinforzo dell’effetto del farmaco come per esempio “Prendi questo antidolorifico, vedrai che ti farà stare meglio”, l’effetto del farmaco verrà ampliato rispetto ad una somministrazione totalmente apersonalizzata ed apatica, con la testa dell’infermiere già rivolta alla persona che dovrà vedere dopo, piuttosto che la persona che sta curando in quel momento.

Un atteggiamento invece propenso alla cura ed alla rassicurazione della persona scatena invece un potente effetto placebo, e potrebbe addirittura scatenare un effetto ipoalgesico anche somministrando una pillola inerte, un placebo appunto. Il placebo funziona per il rituale che si instaura tra paziente e professionista sanitario, non semplicemente per l’assunzione della pillola. Lo sguardo, le parole, il tono della voce, la forma della pillola inerte che dovrebbe essere uguale a quella del farmaco e la modalità di assunzione dello stesso sono le caratteristiche della situazione che permettono la riuscita dello scopo.

L’aggiornamento dell’infermiere anche su questo tema, con i corsi ECM specifici su effetti placebo e nocebo, potrebbe garantire una svolta nella gestione infermieristica del paziente. Poichè un professionista che è cosciente di questi effetti, sicuramente sarà più propenso ad assumere un certo tipo di posizione ed atteggiamento nei confronti dei pazienti che tratta.