McMurray Test: valutazione dei menischi

Il Test di McMurray è un test utilizzato per fare diagnosi di lesione meniscale. Vediamo come si esegue e quali…

mcmurray test
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Il McMurray Test, o Test di McMurray, è uno tra i test più utilizzati nella valutazione strutturale del ginocchio per valutare la presenza o meno di lesione meniscale. Questa problematica, infatti, causa spesso dolore e disabilità nel paziente e per questo motivo richiede un trattamento mirato e adeguato.  Una diagnosi accurata, dunque, è essenziale.


Quando fare il test di McMurray?

Secondo McMurray le lesioni meniscali anteriori e le lesioni laterali sono facilmente identificabili conducendo un’anamnesi dettagliata e un attento esame clinico (1). Per le lesioni posteriori, al contrario, è necessario svolgere test più accurati per quella particolare porzione del menisco. Non sempre, infatti, sono riscontrabili clic dolorosi o gonfiore nel ginocchio e spesso il paziente non riesce a localizzare con precisione la zona dolorosa (1).


McMurray Test: come si esegue?

Nell’eseguire questo test per il menisco, il paziente è in posizione supina. Il fisioterapista afferra con la sua mano caudale il tallone e porta il ginocchio che intende valutare in posizione di massima flessione. Il ginocchio è stabilizzato dalla mano craniale dell’esaminatore, che è posizionato lateralmente al paziente. 

Successivamente, il fisioterapista con la mano sul tallone imprime una rotazione della gamba, che viene mantenuta mentre il terapista porta il ginocchio in estensione. Il test di McMurray propone due varianti in base al menisco che s’intende valutare. Se si vuole testare il menisco mediale, il fisioterapista porta la tibia in extrarotazione, mentre se si vuole valutare il corno posteriore del menisco laterale il terapista deve portare la tibia in intrarotazione. 

Secondo alcuni autori, però, è vantaggioso aggiungere una componente in varo/valgo del ginocchio durante l’esecuzione del test, affinché il risultato ottenuto abbia una maggior affidabilità. Questa manovra viene chiamata “Modified McMurray Test”. Per testare il menisco laterale il terapista deve, quindi, associare all’intrarotazione della tibia uno stress in varo del ginocchio, mentre quest’ultimo viene esteso fino a 90°. Al contrario, se si vuole valutare il menisco mediale l’extrarotazione deve essere combinata a uno stress in valgo, partendo sempre da una posizione di massima flessione (2).

Si consiglia di ripetere il test più volte, cambiando l’angolo di flessione del ginocchio nella posizione di partenza per testare tutta la parte posteriore del menisco e di ricordarsi di partire dalla massima flessione di ginocchio possibile, che cambierà in base alle caratteristiche del paziente.

IR della tibia + Stress in varo = menisco laterale

ER della tibia + Stress in valgo = menisco mediale

Secondo McMurray quando è presente una lesione del menisco mediale o laterale, tramite questo movimento il segmento lesionato viene “catturato” durante la rotazione della tibia, riproducendo un clic e/o dolore nel paziente. Infatti, la presenza di almeno una tra queste due caratteristiche è richiesta durante l’esecuzione del test affinché questo possa essere considerato positivo (3).

Infine, per il fisioterapista è importante conoscere il “paradoxical McMurray test”, ovvero un fenomeno paradossale durante l’esecuzione del McMurray test:  la manovra provoca dolore, click o entrambe nella parte del ginocchio opposta a quella testata. Ad esempio, se la tibia è ruotata internamente il paziente riferirà un dolore o click nella zona laterale del ginocchio. Questo avviene esclusivamente alla presenza di 3 particolari tipi di lesione meniscale. La prima è una lesione obliqua nella parte anteriore della metà posteriore del menisco, la seconda è una lesione a manico di secchio della metà posteriore del menisco e la terza è un distacco periferico nella parte posteriore del menisco discoide laterale, che viene spostato anteriormente durante l’esecuzione del test di McMurray. 

Nel loro studio Kim S. et al. hanno evidenziato, però,  che anche le lesioni radiali nel terzo posteriore del menisco discoide laterale presentano un “paradoxical McMurray test” positivo, aggiungendo così un quarto tipo di lesione meniscale che segue questo segno paradossale (4).


Test McMurray: Valori psicometrici

L’affidabilità inter-operatore analizzata nei vari studi ha valori scarsi (k= -0.10) nella valutazione del menisco mediale e valori mediocri (k= 0.38) per il menisco laterale quando il criterio di positività è il dolore nella zona del menisco che è stato valutato (5).  La quantità di forza applicata durante l’esecuzione del test può essere una delle possibili variabili, secondo gli autori, responsabili dei valori di affidabilità inter-operatore così bassi. L’esperienza dell’esaminatore è un altro elemento che può influenzare il risultato del test. Questo è stato evidenziato, in particolare, quando il criterio di positività non era il click, ma la riproduzione del dolore riferito dal paziente (6).

Quanto all’accuratezza sono stati riportati diversi valori sulla precisione del test nel riconoscere le lesioni meniscali, spesso rapportati a gold standard differenti. Karachalios et al. hanno utilizzato la risonanza magnetica come valori di riferimento (2), mentre altri due studi hanno utilizzato sia la RMN sia l’artroscopia (7,8). Rinonapoli et al. hanno riportato buoni valori di sensibilità e specificità: 82%, 77% (menisco mediale) e 73%, 92% (menisco laterale). Questi risultati concordano con quanto evidenziato da Hashemi et al. nel loro studio, nel quale hanno ottenuto come valori di sensibilità e specificità rispettivamente il 72.2% e 71.9%. Infine, Akseki et al. hanno riportato i valori del rapporto di verosomiglianza, ovvero il likelihood ratio (9).

LR+                3.71 (3.19-4.13)

LR-                 0.45 (0.39-0.52)

Per quanto riguarda la valutazione dei valori psicometrici del test di McMurray modificato, invece, sono presenti pochi studi in letteratura (2). Questo perché molti autori hanno scelto di applicare modificazioni eterogenee tra loro al test di McMurray, rendendo complicata una valutazione univoca e completa del test di McMurray modificato. In questo blog sono riportati i valori psicometrici del lavoro di Karachalios et al., poiché è quello più conforme alla modifica descritta nel paragrafo precedente. Nel suo studio, l’autore ha riportato bassi valori di sensibilità nella valutazione del menisco mediale (48%) e del menisco laterale (65%), e ottimi valori di specificità (94% per il menisco mediale, 86% per il menisco laterale). L’accuratezza diagnostica è pari al 78% per il menisco mediale e al 84% per quanto riguarda il menisco laterale. Infine, i valori di likelihood ratio sono:

            Menisco mediale       Menisco laterale

LR+          26.8 (14-51)                23.0 (13-37)

LR-           0.11 (0.06-0.18)          3.71 (3.19-4.13)


Interpretazione dei risultati

Come si è potuto notare da quanto presentato in questo blog, il test di McMurray è stato ampiamente valutato in letteratura sia attenendosi a quanto descritto dal suo ideatore sia nelle sue numerose variazioni e i suoi risultati sono molto variabili, a volte risultando quasi contrapposti. Da quello che emerge il McMurray sembra essere un buon test, ma non il migliore che possiamo utilizzare per la valutazione delle lesioni meniscali. Infatti, sembra che la palpazione dolorosa dell’emirima articolare del ginocchio (Joint Line Tenderness) sia il test più accurato.

Tuttavia, quest’ultimo ha un tasso di falsi positivi molto elevato (10). Per questo motivo condurre un’accurata anamnesi associata a un rigoroso esame obiettivo può essere il miglior modo per identificare possibili lesioni meniscali (7). Visti, però, i discreti valori di sensibilità e specificità sia del test di McMurray sia degli altri test se valutati isolatamente, Lowery et al. sostengono che un esame obiettivo debba essere composto da più test clinici (Clinical Composite Score) così da aumentare le potenzialità del fisioterapista nel rilevare in modo accurato possibili lesioni meniscali (3). Più sono i test che risultano positivi e più aumenta la probabilità di lesione. Una migliore capacità diagnostica del fisioterapista permette di consigliare meglio il paziente sul suo percorso riabilitativo.