Pain Detect Questionnaire (PD-Q)

Pain Detect Questionnaire

Il dolore rappresenta un importante problema clinico, sociale ed economico in tutte le età, con stime della prevalenza mensile che vanno dall’1,0% a oltre il 60,0%. Inoltre, le condizioni di dolore sembrano avere il maggiore impatto negativo sulla qualità della vita rispetto ad altri problemi di salute e contribuiscono maggiormente alla disabilità in tutto il mondo. L’impatto del dolore sulle economie è enorme, con il costo totale del dolore stimato fino al 3,0% del PIL. Il costo annuale del dolore è maggiore del costo delle malattie cardiache o del cancro [1]. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce il dolore come “una sensazione spiacevole e un’esperienza emotiva dotata di un tono affettivo negativo associata a un danno tessutale potenziale o reale e, comunque, descritta in rapporto a tale danno”.

Il dolore può essere ampiamente diviso in tre classi.

In primo luogo, c’è il dolore che è un sistema protettivo fisiologico di allerta precoce, essenziale per rilevare e ridurre al minimo il contatto con stimoli dannosi o nocivi. Questo è il dolore che proviamo quando tocchiamo qualcosa di troppo caldo, freddo o acuto. Poiché questo dolore riguarda il rilevamento di stimoli nocivi, è chiamato dolore nocicettivo, un dolore ad alta soglia attivato solo in presenza di stimoli intensi [2]. L’apparato neurobiologico che genera dolore nocicettivo si è evoluto dalla capacità anche del più primitivo dei sistemi nervosi di segnalare danni tissutali imminenti o effettivi da stimoli ambientali.

Il secondo tipo di dolore è adattivo e protettivo. Aumentando la sensibilità sensoriale dopo un inevitabile danno tissutale, questo dolore aiuta nella guarigione della parte del corpo ferita creando una situazione che scoraggia il contatto fisico e il movimento. L’ipersensibilità al dolore, riduce ulteriormente il rischio di danni e favorisce il recupero, come dopo una ferita chirurgica o in un’articolazione infiammata, dove stimoli normalmente innocui ora suscitano dolore. Questo dolore è causato dall’attivazione del sistema immunitario da lesioni o infezioni tissutali, ed è quindi chiamato dolore infiammatorio.

Infine, c’è il dolore che non è protettivo, ma disadattivo, derivante da un funzionamento anormale del sistema nervoso. Questo dolore, che non è un sintomo di qualche disturbo ma piuttosto uno stato patologico del sistema nervoso, può verificarsi dopo un danno al sistema nervoso, prendendo il nome di dolore neuropatico (una revisione sistematica degli studi epidemiologici stima che la prevalenza del dolore neuropatico sia del 6,9-10%[3]), ma anche in condizioni in cui non vi è tale danno o infiammazione (dolore disfunzionale). Le condizioni che evocano dolore disfunzionale includono fibromialgia, sindrome dell’intestino irritabile, cefalea di tipo tensivo e altre sindromi in cui esiste un dolore sostanziale ma nessuno stimolo nocivo e nessuna, o minima, patologia infiammatoria periferica. L’effetto netto in tutti e tre i casi è la sensazione che chiamiamo dolore. Tuttavia, poiché i processi che guidano ciascuno sono molto diversi, i trattamenti devono essere mirati ai distinti meccanismi responsabili [4]. Per questo motivo sono state sviluppate scale di valutazione per indentificare le componenti neuropatiche del dolore, tra queste scale c’è il Pain Detect Questionnaire (PD-Q).


Descrizione della scala

Il Pain Detect Questionnaire (PD-Q) è un questionario autocompilato dal paziente che non include una valutazione clinica ma solo domande; include però uno schema con la distribuzione del dolore. È stato sviluppato nel 2006 da Freynhagen con lo scopo di identificare inizialmente, le componenti neuropatiche nei pazienti con lombalgia. Presenta diverse domande volte a identificare il tipo, la localizzazione (con eventuale irradiazione) e l’intensità del dolore. Presenta, inoltre, un’immagine raffigurante un omino con vista anteriore e posteriore dove il paziente deve indicare l’area interessata dalla sintomatologia dolorosa. Il punteggio va da 0 a 35 ed è direttamente proporzionale alla probabilità di essere difronte ad un dolore di tipo neuropatico. Più precisamente un punteggio finale inferiore a 12 stabilisce un dolore neuropatico improbabile, mentre se tale valore è superiore a 19 la presenza che si tratti di dolore neuropatico è molto probabile.


Valori psicometrici

Il Pain Detect Questionnaire (PD-Q) è stato convalidato nel 2006, Freynhagen hanno incluso nello studio 8000 pazienti con low back pain ai quali hanno somministrato il questionario e successivamente verificato i risultati grazie a una rete di ricerca tedesca sul dolore neuropatico. Il questionario ha mostrato una sensibilità dell’85%, una specificità dell’80% e una precisione predittiva positiva dell’83% [1].


Il questionario in letteratura

Nel 2013 uno studio che si prefiggeva di valutare il dolore cronico con caratteristiche neuropatiche in 400 pazienti ha utilizzato come metodo il Pain Detect Questionnaire, poiché ritenuto affidabile [2].

Nel 2018 uno studio che metteva a confronto il Pain Detect Questionnaire con il sistema di classificazione NeuPSIG 2016 nella valutazione del dolore neuropatico in 50 pazienti con dolore alle gambe correlato alla schiena ha concluso che il questionario ha funzionato male nel rilevare il dolore neuropatico tra questi pazienti, rispetto all’esame clinico basato sul sistema di classificazione NeuPSIG 2016 come standard di riferimento. I risultati non supportano l’uso del questionario come strumento di screening per classificare i componenti neuropatici nel campione in esame [3].

Nel 2021 il Pain Detect Questionnaire (insieme alla Leeds Assessment of Neuropathic Symptoms and Signs Scale) è stato tradotto e validato nella lingua italiana, con il seguente iter:

  1. traduzione dei questionari dall’inglese all’italiano;
  2. revisione da parte di un individuo bilingue per coerenza;
  3. versione proposta dopo un giro di posta tra esperti;
  4. traduzione a ritroso;
  5. confronto con la versione originale inglese da parte degli esperti;
  6. versione approvata dei questionari.

Per la convalida è stato eseguito uno studio di coorte prospettico multicentrico, includendo 100 pazienti (50 affetti da artrosi del ginocchio come dolore nocicettivo e 50 affetti da nevralgia trigeminale come dolore neuropatico). I risultati hanno mostrato una coerenza interna di 0,80 (valutata dal α di Cronbach) e un’affidabilità test-retest con un ICC di 0,96. Lo studio concluso affermando che il Pain Detect Questionnaire è uno strumento affidabile con buone caratteristiche psicometriche, per la valutazione del dolore, discriminando tra dolore nocicettivo e neuropatico. I risultati dello studio erano simili a quelli osservati nello studio originale [4].


Conclusioni

Il Pain Detect Questionnaire (PD-Q) per diversi studi risulta essere uno strumento affidabile nella discriminazione del dolore neuropatico da quello nocicettivo. Ad oggi sembrerebbe che solo lo studio di Hasvik et al. del 2018, non supporti tale strumento di valutazione.  È opportuno, comunque, affiancare tale questionario ad una serie di test clinici specifici per la discriminazione del dolore neuropatico, al fine di ottenere una corretta diagnosi ed impostare la cura più appropriata possibile.

Scarica il Achilles Tendon Total Rupture Score (ATRS)

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