Come diventare Fisioterapista Sportivo?

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diventare fisioterapista sportivo

Lavorare come fisioterapista sportivo è l’obiettivo di molti ragazzi che si apprestano a completare il loro percorso di laurea. L’interesse mediatico degli eventi sportivi nazionali ed internazionali, l’ambizione a lavorare con atleti d’élite e in staff con tecnici riconosciuti, le location sempre più all’avanguardia dotate di nuove tecnologie e staff sanitari di esperienza pluriennale nello sport, sono particolarità che esercitano sicuramente un richiamo importante sui colleghi che si orientano lavorativamente al mondo dello sport. Ma esistono percorsi specifici per lavorare come fisioterapista nello sport?

Attualmente, non esistono normative nazionali che obblighino a percorsi didattici post-laurea specifici per lavorare in un team in qualsiasi disciplina sportiva, ma date le altissime richieste relative alla gestione degli infortuni dell’atleta, è altamente consigliato indirizzare il proprio percorso di apprendimento e formazione continua nella direzione sport-specifica, affidandosi a corsi di formazione ECM strutturati in ambito sportivo, per ulteriore garanzia corsi che prevedano certificazione delle Competenze IFSPT e/o percorsi post-laurea Universitari come i master in Fisioterapia sportiva.


Cosa sono la competenze IFSPT? Chi le ha indicate?

La figura del Fisioterapista sportivo è stata definita a livello internazionale dalla IFSPT, International Federation of Sports Physical Therapy, che ha stilato la Core Competence propria del Fisioterapista che lavora nello sport. Tale profilo prevede la certificazione di 11 competenze che determinano, una volta apprese e validate per il singolo professionista, l’ufficialità della registrazione internazionale.

Queste competenze spaziano dalla Prevenzione degli infortuni alla Riabilitazione, dall’Intervento in acuto allo sviluppo di competenze mirate al ritorno totale alle Performance sportive pre-infortunio, dalle capacità gestionali alla produzione scientifica nell’ambito della ricerca fino ad arrivare a tecnicismi specifici quali conoscenza delle Normative anti-doping e alla ricerca e promozione di un sano stile di vita per l’atleta.

Il livello internazionale di riconoscimento della figura del Fisioterapista sportivo prevede appunto la figura del RISPT, Registered International Sports Physical Therapist, che in Italia corrisponde al titolo di “Italian SPT – accredited level”. Tale certificazione è ottenibile solo in altri 11 Paesi nel Mondo ed è approvata dalla IFSPT. Per ottenerla, bisogna essere membro ordinario di AIFI – GIS Sport e accedere alla piattaforma online dedicata dove è possibile costruire il proprio portfolio di competenze in Fisioterapia sportiva e richiederne la validazione a cura dell’apposita commissione, composta da 5 membri italiani più 3 internazionali.

Esistono anche altri 2 livelli intermedi di certificazione che stanno ad implicare il raggiungimento di un determinato livello di competenza, non al livello del RISPT, meritevole di attenzione da parte delle realtà sportive italiane.

Per definizione quindi il fisioterapista sportivo è un professionista, che può essere certificato in Italia conseguendo il titolo ITA SPT (Italian Sports Physical Therapist), che dimostri di possedere competenze avanzate nello sviluppo della promozione della partecipazione sicura all’attività fisica sportiva, nell’effettuazione di consulenze sport-specifiche e nell’adattamento di interventi clinici di riabilitazione e di allenamento volti alla prevenzione degli infortuni, al recupero della funzione ottimale ed al miglioramento delle prestazioni sportive, negli atleti di ogni età e capacità, compresi gli atleti portatori di disabilità, garantendo un elevato standard di etica e di pratica professionale.

Nella pratica clinica sportiva al fisioterapista sportivo è richiesto innanzitutto di conoscere lo sport praticato dall’atleta. Come succede quotidianamente per ogni persona che ci chiede aiuto per il proprio problema e ci chiede di soddisfare i suoi bisogni e le sue necessità quotidiane e lavorative, per lo sportivo è necessario che il fisioterapista conosca il gesto tecnico e atletico dello sport praticato, i regolamenti federali e del gioco stesso, fino al punto di conoscere e interessarsi a chi siano le persone coinvolte dal processo di recupero post infortunio che, al contrario di un non sportivo, possono contenere in base al livello dell’atleta stesso, un numero impensabile di stakeholders (per esempio anche il tifoso stesso potrebbe essere un agente influenzante il ritorno allo sport post infortunio). Quindi, si potrebbe affermare che per la gestione di una persona non sportiva la fisioterapia sia paragonabile ad una TV in bianco e nero, mentre per il processo di recupero di un atleta d’élite ci si trovi davanti ad un Full Led HD (come per altro in molte altre situazioni…mi viene subito da pensare ad un trattamento pediatrico…ma questa è un’altra storia).

Inoltre, proprio per l’interesse mediatico che un infortunio può portarsi dietro in dote, di primaria importanza è il ruolo dell’informazione all’atleta e alle persone interessate dal suo infortunio, sia quelle che poi dovranno collaborare nell’iter di recupero (staff sanitario e tecnico) sia quelle interessate come parti in causa (figure familiari, dirigenziali o interessate da situazioni contrattuali come società, procuratori o addirittura partner commerciali).

Insomma, un recupero riabilitativo a tutto tondo.


Master in fisioterapia sportiva in Italia

In ultima analisi, su territorio nazionale esistono percorsi Universitari post laurea, dei veri e propri master in fisioterapia sportiva, indirizzati all’ottenimento di Master di I livello in Fisioterapia applicata allo Sport. Tali percorsi, a numero chiuso e aperti a professionisti fisioterapisti, prevedono un percorso formativo di almeno 60 CFU (allo stato attuale si arriva ad un Master che offre 80 CFU) e 150 ore di tirocinio in strutture ambulatoriali e società sportive convenzionate con l’Ateneo.

Importantissimo nel futuro sarà il riconoscimento della figura dell’”Italian SPT accredited level” da parte di CONI e CIP, in modo tale da uniformarsi con gli altri paesi che possiedono il riconoscimento di tale titolo e prevedono l’assunzione da parte delle Federazioni Nazionali di Fisioterapisti in possesso di tale certificazione. Su questo fronte il GIS Sport sta lavorando e prevede a fine 2020 un corso formativo destinato a Fisioterapisti che desiderino lavorare con atleti portatori di disabilità.