Legamento Crociato Anteriore: criteri per il Return To Sport
In questo articolo andremo ad analizzare i criteri per il ritorno allo sport dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore.

Dopo una ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA), i dati relativi al livello di ritorno allo sport (RTS) sono assai scoraggianti. Ă noto che a due anni dallâintervento soltanto il 23% dei pazienti riporta dei buoni risultati ai test di forza, di movimento e di salto e che, dato ancor piĂš allarmante, la percentuale di soggetti che raggiunge un Limb Symmetry Index (LSI) pari o maggiore al 95% ammonta a circa il 10%. Inoltre, sappiamo che il 65% dei soggetti sottoposti a intervento di ricostruzione dopo una lesione dellâLCA ritorna ai livelli di competizione pre-infortunio, ma soltanto il 38% di essi rimane a quei livelli oltre i due anni1.
I dati riportati assumono ancor piĂš valore nel momento in cui pensiamo che la lesione dellâLCA rappresenta uno degli infortuni piĂš frequenti negli sportivi (circa il 20,3% degli infortuni legati allo sport)2, soprattutto in quelli di sesso femminile3. Essa si verifica maggiormente durante atterraggi da un salto o rapidi cambi di direzione4, risultando piĂš frequente negli sport di squadra come calcio, hockey, basket e pallavolo.
Ă noto che la lesione avviene circa 50 millisecondi dopo il contatto del piede al suolo; una tempistica che, se accostata ad altri fattori predisponenti intrinseci (scarso controllo neuromuscolare, anatomia della gola intercondililoidea e del piatto tibiale) ed estrinseci (situazioni di fatica, terreno e condizioni di gioco), ci porta a pensare quanto sia complicato per il sistema neuromuscolare attuare delle strategie di protezione in una situazione cosĂŹ immediata5, soprattutto nel caso di un soggetto giĂ sottoposto a intervento e, dunque, deficitario.
Per un fisioterapista, e soprattutto per chi si occupa di riabilitazione sportiva, risulta quindi di fondamentale importanza contrastare quanto piĂš possibile la tendenza di questi dati che ci giungono dalla letteratura scientifica, cercando di essere piĂš puntiglioso possibile sia durante il programma di riabilitazione sia nel momento in cui decide che il paziente/atleta possa tornare a praticare il proprio sport.
Legamento crociato anteriore: la lunga strada verso il ritorno allo sport
Partendo dal presupposto che lo scopo di questo articolo è quello di analizzare e descrivere i migliori criteri a disposizione per decidere se il nostro paziente (sottoposto in precedenza a ricostruzione dellâLCA) sia pronto a tornare allo sport, diamo per scontato che il soggetto in questione abbia giĂ percorso mesi di riabilitazione in nostra presenza e abbia raggiunto dei parametri funzionali e prestativi adeguati nelle fasi precedenti (fase iniziale, Mid Stage e fase finale)6.
Giusto per citarne alcuni, diamo per scontato che il paziente abbia recuperato tutto il ROM (range of motion) in flessione ed estensione e che abbia svolto un adeguato recupero muscolare con esercizi ad alta intensitĂ , a catena cinetica aperta e chiusa, sia bi- che mono-podalici5. Riteniamo inoltre che abbia eseguito un training neuromuscolare con variabili di velocitĂ , ampiezza di movimento e con inserimento di perturbazioni non prevedibili e che abbia lavorato sullâesplosivitĂ e sul Rate of Force Development (RDF), recuperando anche una buona condizione fisica tramite programmi di attivitĂ cardiovascolare con corsa e sprint.
Ricordiamo che il ritorno alla corsa (return to run o RTR) è previsto dopo il terzo mese post-intervento e richiede la presenza di questi criteri7:
- dolore < 2 su scala NPRS o VAS;
- nessun gonfiore;
- estensione completa;
- flessione >95%;
- Limb Symmetry Index (LSI) del quadricipite > 70%;
- Torque quadricipite / Body Weight > 1.45 Nm/kg;
- forza del soleo > 1.5 Body Weight;
- forza degli abduttori dâanca > 33% del Body Weight;
- 1-minute Single Leg Sit to Stand > 22 rep;
- Leg press mono-podalica > 1.25 Body Weight;
- LSI nel Single Leg Vertical Jump > 70%.
Considerando che nel caso di esecuzione dei test per il RTS siano trascorsi ulteriori mesi dal ritorno alla corsa, supponiamo quindi che il paziente presenti dei dati molto piĂš alti di quelli sopracitati.
Legamento crociato anteriore: criteri per il ritorno allo sport
Vediamo ora nello specifico quali sono i test maggiormente consigliati in letteratura nel momento in cui dobbiamo decidere se il nostro paziente sia pronto o meno per tornare allo sport.
Ricordiamo che il rischio di re-infortunio (sia al ginocchio operato che a quello controlaterale) dopo una ricostruzione dellâLCA si aggira attorno al 40%8 e, nonostante molti ricercatori abbiano cercato di sviluppare dei criteri per il RTS affidabili, i dati presenti oggi sono ancora scarsi e i soggetti che riescono a raggiungere i parametri ottimali sono racchiusi in una percentuale molto bassa (<20%).
A questo, bisogna anche aggiungere che il conseguimento dei parametri oggi utilizzati non può portarci ad affermare che lâatleta abbia un basso rischio di re-infortunio nel momento in cui rientra in campo. I test effettuati in studio si discostano troppo dalla realtĂ di gioco, la quale risulta praticamente impossibile da imitare in un contesto clinico come il nostro.
Per puro scopo didattico, suddivideremo i criteri oggi consigliati in 6 macro-gruppi, cercando di creare una tabella per ognuno di essi che possa servirci da guida nel momento della valutazione. In questo articolo analizzeremo dunque i seguenti criteri:
- tempo;
- forza muscolare;
- controllo neuromotorio;
- test di salto;
- analisi della corsa e del gesto sportivo;
- fattori psicologici.
Secondo recenti studi, il criterio piĂš impiegato oggi nella pratica clinica per decidere se un atleta è pronto a tornare in campo è il tempo, utilizzato nellâ85% dei casi e addirittura nel 42% dei casi come unico criterio9. Anche questo, un dato assolutamente scoraggiante!
Tempo
Partiamo dunque dal fattore tempo. Al contrario di quanto si credeva fino a pochi anni fa, il rientro a 6 mesi (o addirittura a 100 giorni) dallâintervento è oggi assolutamente sconsigliato. Il tempo minimo per il rientro in campo si deve aggirare a circa 9-12 mesi o piĂš, a seconda dei casi e dei risultati ottenuti negli altri test. Un atleta che rientra in campo prima dei 9 mesi ha un rischio 7 volte maggiore di incorrere in un re-infortunio10.

Forza muscolare
La forza muscolare rappresenta il criterio piĂš utilizzato dopo il tempo. Lâobiettivo generale è quello di raggiungere un Limb Symmetry Index (ovvero il confronto in percentuale con lâarto sano) pari o superiore al 90-95%. Il rapporto âTorque quadricipite/Body Weightâ dovrebbe invece avvicinarsi ai 3.00 Nm/Kg.
Per misurare la forza si utilizzano vari strumenti, il piĂš affidabile resta sicuramente lâisocinetica, seguita da altri meno costosi come il dinamometro manuale o a trazione, oppure da tecniche come i test a ripetizioni con calcolo dellâ1RM (1-Repetition Maximum).
Considerando i muscoli chiave da testare nel paziente che ha subito una lesione o ricostruzione del crociato anteriore, una tabella da utilizzare come guida potrebbe risultare simile a questa.
| TEST DI FORZA | Arto operato | Arto sano | LSI* da raggiungere | Torque/BW |
| Quadricipite | x kg | x kg | >90-95% | >3.00 Nm/Kg |
| Hamstring | x kg | x kg | >90-95% | – |
| Abduttori dâanca | x kg | x kg | >90-95% | – |
| Soleo | x kg | x kg | >90-95% | – |
*calcolo LSI = arto operato / arto sano x 100


Ovviamente, bisogna considerare che questi valori non vengono raggiunti sempre e facilmente. Se ad esempio ci troviamo di fronte a un paziente che ha subito un intervento di ricostruzione dellâLCA con innesto Gr-ST (gracile e semitendinoso), molto probabilmente gli Hamstring andranno incontro a debolezza cronica e raggiungere un LSI del 95% risulterĂ quasi unâimpresa.
Dâaltro canto, bisogna tener conto del fatto che anche lâarto sano va incontro a perdita di forza ed esplosivitĂ dopo una lesione o ricostruzione dellâLCA sul controlaterale11. Perciò, lâaffidamento al solo LSI potrebbe non bastare e si raccomanda quindi un confronto con i dati di riferimento pubblicati in letteratura. Ă noto comunque che a 9-12 mesi dallâintervento la maggior parte dei soggetti presenti ancora deficit di forza massima e di forza esplosiva12.
Test di controllo neuromotorio
Un altro criterio prezioso da utilizzare consiste nella valutazione del controllo motorio statico o dinamico. Essendo che non tutti siamo in possesso di una pedana stabilometrica, un metodo molto semplice per la pratica clinica consiste nellâutilizzo del test âY Balanceâ, dal quale si può ricavare, tramite un semplice calcolo, il Composite Score.
Questo test è molto affidabile ed è anche in grado di individuare i soggetti piĂš a rischio di infortunio legamentoso agli arti inferiori. Ad esempio, sappiamo che una differenza di 4 cm o >10% nellâesecuzione sulla linea frontale è correlata a un rischio di infortunio 3,5 volte maggiore13.
Una tabella di valutazione da seguire nella pratica clinica potrebbe essere dunque simile a questa.
| Y BALANCE TEST | Arto operato | Arto sano | Valori di riferimento |
| Linea frontale | x cm | x cm | 81 cm |
| Linea postero-mediale | x cm | x cm | 118 cm |
| Linea postero-laterale | x cm | x cm | 113 cm |
| Composite Score* | x | x | 104 |
*Il Composite Score è calcolato per ogni singolo arto tramite la seguente formula:
- (frontale + postero-mediale + postero-laterale) / (lunghezza dellâarto x 3) x 100.
La lunghezza dellâarto può essere misurata dal grande trocantere al malleolo laterale o, per altri autori, dalla spina iliaca antero-superiore (SIAS) alla punta dellâalluce con caviglia in planti-flessione massima.
Facendo un esempio, se un paziente con un arto inferiore lungo 92 cm ha effettuato il test sullâarto operato raggiungendo i valori di 75 cm frontale, 101 cm postero-mediale e 98 cm postero-laterale, lo score verrebbe calcolato in questo modo:
- (75 + 101 + 98) / (92 x 3) x 100 = 274 / 276 x 100 = 99%
Test di salto
I test di salto, comunemente chiamati Hop test, rappresentano una stima indiretta di piĂš capacitĂ : forza, esplosivitĂ e controllo motorio. Pertanto, essi sono sicuramente dei test imprescindibili nella valutazione del paziente con infortunio agli arti inferiori.
In letteratura sono descritti numerosi hop test, i quali si differenziano per direzione di salto (verticale o orizzontale) e per la valutazione delle diverse capacitĂ (esplosivitĂ per un salto singolo come lo squat jump, capacitĂ di immagazzinare e rilasciare forza come per il Reactive Strenght Index o lâEUR, valutazione del salto in condizioni di fatica come per il side hop test o lo square hop test).
Ă utile ricordare che il ginocchio è piĂš implicato nellâatterraggio, piuttosto che nella propulsione del salto, durante la quale sono invece piĂš attive lâanca e la caviglia. Nella tabella sottostante possiamo notare il contributo delle articolazioni durante i salti su singola gamba14.
| Propulsione | Atterraggio | |
| Salto orizzontale | Anca 47% Ginocchio 12% Caviglia 41% | Anca 22% Ginocchio 65% Caviglia 13% |
| Salto verticale | Anca 32% Ginocchio 34% Caviglia 34% | Anca 30% Ginocchio 34% Caviglia 35% |
Come potete vedere, il ginocchio è maggiormente coinvolto nellâatterraggio del salto orizzontale e nella propulsione e atterraggio del salto verticale. Questi dati ci possono servire in clinica per avere un occhio di riguardo per alcuni aspetti cruciali e per rendere la nostra valutazione qualitativa oltre che quantitativa.
Nonostante in letteratura venga spesso consigliato il Cluster di Gustavsson15, il quale prevede lâesecuzione di tre test (single vertical jump, hop for distance e side hop), il nostro consiglio è di arricchire la valutazione inserendo piĂš hop test possibile, in modo da renderla piĂš affidabile.
Per misurare le capacitĂ di salto possiamo servirci delle pedane di forza (non sempre disponibili per il costo elevato) oppure di strumenti meno costosi come lâapp MyJump2, scaricabile sul vostro smartphone, la quale vi consentirĂ di misurare:
- Squat jump (SJ);
- Countermovement jump (CMJ);
- Drop jump;
- Hop for distance;
- Reactive Strenght Index;
- Eccentric utilization ratio (CMJ/SJ);
- Asymmetry test;
- Profilo Forza / VelocitĂ .
Una batteria di Hop test e di valutazione del RFD (Rate of force development) da seguire in progressione potrebbe essere simile a questa.
| Hop test e RFD | Arto operato | Arto sano | LSI da raggiungere |
| Single leg vertical jump | x cm | x cm | >90% |
| Hop for distance | x cm | x cm | >90% |
| Triple hop for distance | x cm | x cm | >90% |
| 6-meter hop for time | x secondi | x secondi | >90% |
| Reactive Strenght Index* nel drop jump | 0-100 | 0-100 | >90% |
| Eccentric utilization ratio** | 0-â | 0-â | >1.10 |
*calcolo del Reactive Strenght Index = altezza salto / tempo di contatto al suolo
**calcolo dellâEccentric utilization ratio = Countermovement jump / squat jump
| Hop test multidirezionali | Arto operato | Arto sano | LSI da raggiungere |
| Triple crossover hop for distance | x cm | x cm | >90% |
| Medial side triple | x cm | x cm | >90% |
| Medial rotation hop | x cm | x cm | >90% |
| Hop test di endurance | Arto operato | Arto sano | LSI da raggiungere |
| Side hop | n. salti | n. salti | >90% |
| Square hop | n. salti | n. salti | >90% |

Analisi della corsa e del gesto sportivo
Ricordandoci sempre che la valutazione eseguita in studio o in campo non potrĂ mai imitare le reali condizioni di gioco, è giusto comunque cercare di essere piĂš puntigliosi possibile inserendo anche delle valutazioni del gesto sportivo e delle probabili situazioni di gioco e cercando di individuare quei pattern che rappresentano dei fattori di rischio per lâinfortunio in questione.
I parametri piĂš semplici da valutare sono lo sprint, il cambio di direzione (COD) e lâagilitĂ .
Lo Sprint consiste nella valutazione della forza orizzontale esplosiva dellâatleta, la quale può risultare deficitaria soprattutto in coloro che hanno eseguito un intervento con innesto Gr-St16. Lâanalisi dello sprint può essere eseguita con sistemi laser, con app da smartphone come MySprint, oppure con metodi piĂš semplici come il test di Spencer, il quale valuta il tempo di 6 sprint su 30 metri e confronta la media dei primi 3 sprint con la media degli ultimi 3 sprint.

Per quanto riguarda i cambi di direzione (COD), sappiamo che esistono dei pattern che predispongono al rischio di infortunio al legamento crociato anteriore i quali devono essere valutati e corretti durante la fase finale della riabilitazione. Per farlo, possiamo servirci di analisi video oppure di software gratuiti come Kinovea. I pattern piĂš semplici da individuare (meno da correggere) sono un valgismo dinamico del ginocchio dell’arto in appoggio durante il COD e unâinclinazione controlaterale del tronco rispetto alla direzione nella quale si deve andare.
Per quanto riguarda lâagilitĂ nel COD, un metodo di valutazione molto utile è rappresentato dallâAgility T-test, col quale si misura il tempo impiegato dallâatleta nel percorrere una distanza di 10 metri in avanti, 5 metri a destra, 10 metri a sinistra, 5 metri a destra e ritorno a marcia indietro di 10 metri, disegnando quindi una âTâ. Altri test utili sono lâIllinois agility test e il New Curve test sprint.

Alla nostra tabella di valutazione aggiungeremo quindi le seguenti righe.
| Test da campo | Risultati / dati | Valori da raggiungere |
| Test di Spencer | x % | >80% |
| Video-analisi del COD | Individuare pattern a rischio | Correggerli |
| Agility T-test | x secondi | <11 sec. uomini; <12 sec. donne |
| Illinois agility test | x secondi | <17 sec. uomini; <19 sec. donne |
Test psicologici
Infine, sappiamo che dopo un infortunio grave come la lesione del crociato anteriore, spesso lâatleta può andare incontro a stati di depressione, umore basso e ansia, i quali portano a sviluppare una paura di re-infortunio che, secondo recenti studi, può portare alla rinuncia al ritorno allo sport oppure a un rientro insicuro17.
Valutare lo stato psicologico dellâatleta risulta quindi un altro criterio importante e non trascurabile. Per farlo, possiamo servirci di un questionario molto affidabile e validato in italiano, ovvero lâACL-RSI (Anterior Cruciate Ligament Return to sport After Injury).
Alla nostra tabella di valutazione, aggiungeremo quindi una riga finale dedicata ai criteri psicologici.
| Criteri psicologici | Punteggio | Valore di riferimento |
| ACL-RSI | x% | >80% |
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