Scala VAS: Visual Analogue Scale

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SCALA VAS
5/5 - (1 vote)

Pubblicata per la prima volta intorno al 1920, la scala VAS deve la sua origine ad alcune scale visuo-analogiche sviluppate nel campo della psicologia per misurare il benessere.

Ad oggi, è una tra le misure di outcome unidimensionali più conosciute per misurare l’intensità del dolore. Essa corrisponde alla rappresentazione visiva dell’ampiezza del dolore avvertito dal paziente ed è costituita da una linea predeterminata lunga 10 cm, dove l’estremità sinistra corrisponde a “nessun dolore”, mentre l’estremità destra a “peggior dolore possibile”. Al paziente viene chiesto di tracciare sulla linea un segno che rappresenti il livello di dolore provato. La linea della scala può essere orientata orizzontalmente o verticalmente, senza che questo influenzi la sua sensibilità (1), tuttavia alcuni studi hanno dimostrato che la versione orizzontale ha un tasso di fallimento minore (2). In altre versioni la scala può essere somministrata tramite un supporto plastificato dotato di cursore mobile per indicare il livello di dolore percepito.

La scala, in quanto misura unidimensionale, viene utilizzata per valutare il dolore attuale o eventualmente il dolore avvertito nelle ultime 24h (3).

Visual-Analogue-Scale-VAS
Rappresentazione della Scala VAS

Interpretazione dei risultati

Il punteggio viene calcolato in mm, misurando tramite un righello la lunghezza della linea compresa tra l’estremo che corrisponde alla minima intensità e il segno posto dal paziente. Sulla base di diversi studi, sono stati suggeriti i seguenti valori cut-off: da 0 a 4 mm: “nessun dolore”; da 5 a 44 mm: “dolore lieve”; da 45 a 74 mm: “dolore moderato”; da 75 a 100 mm: “dolore severo” (1).

Valori psicometrici

La VAS rappresenta una misura di tipo ordinale in quanto possiede la proprietà di esprimere dei valori in ordine di grandezza, confrontabili tra loro. La scala, infatti, ha l’obiettivo di misurare una caratteristica o un atteggiamento che si ritiene si estenda su un continuum di valori e che non può essere facilmente misurato direttamente (4).

Accettabilità: La VAS è una scala pratica e veloce, con tempo di compilazione inferiore al minuto. Per il suo utilizzo, tuttavia, è richiesto un minimo di coordinazione visuo-motoria che non sempre la rende applicabile, soprattutto nella popolazione anziana (5).

Affidabilità: L’affidabilità test-retest si è dimostrata buona, ma maggiore tra i pazienti alfabetizzati (r = 0,94) rispetto ai pazienti analfabeti (r = 0,71). I calcoli sono stati ottenuti tramite indice di correlazione di Pearson (6).L’errore di misura è compreso tra i 9 e i 20 mm (7).

Validità: In assenza di un gold standard per il dolore, la validità di criterio non può essere valutata. Per quanto riguarda la validità di costrutto, in pazienti con una varietà di malattie reumatiche, il dolore alla VAS ha dimostrato essere altamente correlato a una scala descrittiva verbale a 5 punti (“nessun dolore”, “lieve”, “moderato”, “grave”, “molto grave”) e a una scala di valutazione numerica, con correlazioni rispettivamente comprese tra 0,71-0,78 e 0,62-0,91 (6).

Responsività: Per quanto riguarda il minimo miglioramento clinico percettibile (MPCI), la riduzione dell’intensità del dolore rispetto alla baseline dovrebbe essere di almeno il 30% (8). Altri studi invece riportano un MPCI di circa il 20% per il mal di schiena cronico e del 12% per il dolore acuto (9) o di 13mm (10).